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Calcio e politica: quell’interferenza che rovina lo sport

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Parlando di politica e di società in generale,viene anche alla mente il mondo dello sport. Un mondo in cui la politica non dovrebbe avere in alcun modo voce in capitolo, ma in cui molto spesso questa interferenza si fa sentire forte e chiara. Ecco alcune riflessioni sull’argomento.

Tifoserie di destra, tifoserie di sinistra

Non è una novità che il calcio sia lo sport più seguito ed amato nel nostro paese. E forse proprio per questo motivo, è anche quello che maggiormente soffre il problema dell’interferenza della politica e della politicizzazione dei suoi tifosi. C’è chi crede che si tratti di luoghi comuni, ma purtroppo il fatto che alcune tifoserie (o anche solo parte di esse) siano anche spinte da motivazioni politiche, è una realtà. Prendiamo il campionato italiano di Serie A: molte squadre hanno tra i propri tifosi, gruppi che si identificano più con una corrente politica rispetto ad un’altra. Facciamo qualche esempio concreto: tifoserie come quella dell’Inter di Milano, dell’Hellas Verona o della Lazio di Roma sono famose per essere considerate di destra, mentre quelle del Bologna Calcio o del Brescia Calcio sono considerate all’opposto. Ci tengo a precisare un aspetto: in questo articolo si sta ovviamente generalizzando in maniera voluta: non significa che tutti i tifosi delle squadre citate seguano l’andamento generale e soprattutto che nel momento in cui mettono piede allo stadio, questo sia manifestato. Ma è evidente che la questione esiste.

Le origini della violenza

La politicizzazione del calcio porta con sé uno dei più grandi problemi dell’epoca contemporanea, quello della violenza negli stadi. Benché non sia il solo ed unico motivo, il fatto che ci siano delle ideologie politiche rischia di fomentare i disordini che una normale competizione sportiva può portare. Questo si verifica, soprattutto, se le ideologie politiche in questione sono estreme, sia che si tratti di destra sia che si tratti di sinistra.

Alla ricerca di una soluzione

Proprio perché quello della politicizzazione del calcio e della conseguente violenza è un grosso problema, le istituzioni hanno cercato dei modi per arginare la questione. Uno degli strumenti a disposizione delle autorità è l’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive. Si tratta di un organismo del Ministero dell’Interno il cui compito è proprio quello di analizzare la situazione per studiare, monitorare e prevedere le problematiche.

In questo modo, conoscendo bene i fattori che possono far scattare la violenza, è possibile gestire meglio la situazione. Inoltre, è stata approvata una legge specifica nel 2007 su “misure urgenti per la prevenzione e la repressione di fenomeni di violenza connessi a competizioni calcistiche”. Tra le varie disposizioni di questa normativa, si vieta ai tifosi l’utilizzo di simboli di natura politica in occasione di eventi sportivi. Può sembrare un dettaglio dal poco significato, ma i simboli possono essere davvero piccole scintille che danno origine a terribili incendi.

Non sono in Italia

Bisogna anche tenere presente che la questione non è affatto un problema solo italiano, anzi. Mezzo mondo lotta con la politicizzazione del calcio, a partire dai nostri amici transalpini. In Francia, squadre come L’Olympique di Marsiglia o il Montpellier hanno tifoserie fortemente orientate a sinistra, mentre L’Olympique di Lione o il Lille sono all’opposto di destra. Fa razza per conto suo il Paris Saint-Germain, in cui sembrerebbero convivere frange di estrema sinistra con altre di estrema destra. Le stesse problematiche si verificano anche in Germania, Spagna, Regno Unito e in molti paesi extraeuropei.

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